La tomografia computerizzata, indicata con l’acronimo TC, sfrutta fasci di radiazioni ionizzanti, che attraversando il corpo riproducono immagini in sezione delle strutture corporee.

È conosciuta anche come tomografia assiale computerizzata o TAC.
Può essere utilizzata per qualsiasi parte del corpo: dal cranio al torace all’addome, consentendo di studiare dettagliatamente e nello stesso momento scheletro, tessuti molli, parenchimi e vasi sanguigni.

La tecnologia attuale permette di ottenere 64 sezioni corporee (TC 64 slice) in una singola rotazione della durata di 0,4 secondi. Bastano circa 8 secondi per analizzare tutto il corpo.

In un tempo di molto inferiore rispetto alle tecniche tradizionali, queste attrezzature sono in grado di fornire un numero molto più elevato di immagini, migliorando la qualità, l’affidabilità e la precisione diagnostica e consentendo di indagare organi in movimento, come per esempio il cuore, impossibili da osservare con la TAC tradizionale.

I 64 strati ottenuti possono essere interpretati attraverso l’esposizione a due distinti fasci di fotoni – tecnica del “Dual Source” – migliorando nettamente la velocità di esecuzione dell’esame e l’affidabilità dei risultati. In ambito di diagnostica vascolare, la TAC sostituisce l’angiografia diagnostica tradizionale e consente, perfino, di poter studiare adeguatamente l’albero coronarico, permettendo in molti casi di evitare la più complessa e invasiva coronarografia trans-catetere. Inoltre, grazie a un particolare software chiamato “Calcium score”, è possibile eseguire, con un esame TC di base e senza iniezione di mezzo di contrasto, uno studio quantitativo del calcio depositato nelle arterie coronarie, indagine estremamente importante e non invasiva al fine di una valutazione della predisposizione all’infarto del miocardio.
Questo esame è consigliato soprattutto alle persone a rischio di infarto per familiarità, fumo, ipertensione, colesterolo alto.

 

Presso i centri IGEA Frattamaggiore è possibile eseguire con la TAC i seguenti esami:

  • studio dell’addome, del torace, della colonna vertebrale, dell’encefalo, arti e articolazioni con e senza mezzo di contrasto
  • angio-TC coronarica e studio del cuore
  • angio-TC segmentaria dei grossi vasi toraco-addominali e periferici
  • angio-TC total body
  • esami TC con “Dual Energy”
  • esami TC di Perfusione
  • colonscopia virtuale
  • dentalscan (o TC dentale).

 

ANGIO TAC

Esame radiologico che consente di visualizzare determinati distretti vascolari, al fine di studiarne morfologia e decorso, e svelarne eventuali alterazioni.

L’angiografia tradizionale sfrutta i raggi X per ottenere la rappresentazione a scopo diagnostico dei vasi sanguigni e linfatici. Dal momento che il sangue ha una radio-opacità simile a quella dei tessuti circostanti è necessario utilizzare un apposito mezzo di contrasto idrosolubile.

Le tecniche di angiografia digitale si basano sulla ricostruzione radiologica computerizzata del vaso, dopo aver sottratto ai fotogrammi l’immagine ottenuta prima dell’introduzione del mezzo di contrasto. In questo modo vengono eliminate le strutture statiche dell’immagine, come ossa e altri organi (che appaiono con la stessa intensità prima e dopo l’introduzione dell’agente di contrasto), ottenendo una maggiore nitidezza dei vasi sanguigni. Questa tecnica, detta DSA (Digital Subtraction Angiography), non può essere applicata allo studio del cuore. Terminata la parte diagnostica è possibile intervenire con appositi trattamenti endovascolari, atti a risolvere la condizione patologica individuata. Ne è un esempio l’applicazione di stent per ristabilire la pervietà di un vaso occluso (angioplastica). Si parla in questi casi di angiografia interventistica.

 

COLONOSCOPIA VIRTUALE

La colonscopia virtuale è una metodica radiologica non invasiva, che consente di studiare la parete del colon simulando la colonscopia tradizionale. Si tratta di una procedura endoscopica virtuale realizzata con l’ausilio di software che utilizzano le immagini acquisite con la TAC.
A differenza della colonscopia tradizionale, quella virtuale viene condotta senza l’introduzione nel colon di sonde, fatta eccezione per un catetere in gomma attraverso cui viene insufflato il colon. La metodica non è pertanto invasiva e la superficie mucosa del colon viene evidenziata come in un’animazione grafica.
Per questo motivo non è possibile identificare stati di iperemia o sanguinamento della superficie mucosa del colon o rimuovere eventuali polipi della parete. Si possono però evidenziare le irregolarità della superficie (come nel caso di polipi o tumori), estroflessioni di parete (come nel caso di diverticoli), stenosi e ostruzioni del lume. L’obiettivo fondamentale della colonscopia virtuale è, quindi, il riconoscimento, senza grossi fastidi, della patologia organica del colon, quali polipi e tumori, che, sporgendo all’interno del lume, determinano una circoscritta alterazione del profilo dell’organo.

L’indicazione principale alla colonscopia virtuale è rappresentata dal completamento dello studio del colon in tutte quelle situazioni in cui l’esame endoscopico tradizionale sia risultato incompleto (per la presenza di esiti aderenziali post-chirurgici, di anomalie anatomiche come il dolico colon) o nei casi di completa intolleranza del paziente con o senza sviluppo di reazione vagale. Può essere inoltre impiegata qualora un’importante diverticolite con periviscerite renda rischioso il proseguimento dello strumento con la colonscopia tradizionale. La colonscopia virtuale può valutare i tratti intestinali posti a monte di neoformazioni occlusive o sub occlusive, dimostrando l’eventuale presenza di lesioni tumorali sincrone. Può inoltre fornire una precisa localizzazione topografica e una corretta valutazione dell’estensione extracolica della neoplasia.
Tale esame può essere proposto come metodica di screening nei soggetti oltre i 50 anni di età con familiarità per carcinoma colon-rettale o in pazienti già sottoposti a pregressa polipectomia endoscopica nei quali sia opportuno un follow-up. Comune denominatore di questi soggetti è spesso l’intolleranza all’esame di colonscopia tradizionale.
Un altro importante impiego della colonscopia virtuale è rappresentato dallo studio del colon nei pazienti in cui – per l’età avanzata o per la presenza di patologie concomitanti – la colonscopia tradizionale potrebbe comportare un aumentato rischio di complicanze.

Durante l’esame il paziente è sdraiato sul lettino della sala TC e gli viene introdotta nel retto una sonda in gomma di piccole dimensioni (circa 6 mm di diametro massimo) attraverso cui si insuffla aria, in modo da ottenere un’ottimale distensione della cornice colica.
Utilizzando una bassa dose radiante si effettuano due scansioni, a respiro trattenuto, della durata media di 10 secondi ognuna, sia in posizione supina che prona. L’utilizzo di entrambi i decubiti consente di ottenere un differente posizionamento dell’aria nei vari segmenti intestinali, una ridistribuzione nelle sedi declivi del contenuto fluido e la mobilizzazione di eventuali residui fecali solidi.
La somministrazione di mezzo di contrasto endovenoso viene impiegata solo nei casi in cui venga richiesta una valutazione preoperatoria (stadiazione) di tumori del colon-retto già diagnosticati.
L’esame termina con la rimozione della sonda rettale previo svuotamento del colon dal suo contenuto gassoso.

 

PREPARAZIONE AGLI ESAMI
Come nel caso della colonscopia tradizionale, anche per la colonscopia virtuale il paziente deve eseguire un’accurata pulizia intestinale prima di sottoporsi all’esame, è necessario rimuovere dal colon i residui fecali che potrebbero rendere difficoltosa l’osservazione o essere causa di falsi positivi.

 

DENTALSCAN (TC dentale)

È un software di ricostruzione dedicato allo studio delle arcate dentarie, applicato ad un’acquisizione dei mascellari con TC.
È diventato un imprescindibile supporto nella pianificazione terapeutica e nella valutazione e follow up delle procedure di riabilitazione implantare. Nella implantologia tradizionale il Dentalscan è lo strumento più efficace per definire con precisione la quantità e la qualità dell’osso su cui effettuare gli impianti. Anche nella implantologia avanzata la TAC è sicuramente la tecnica di primo approccio per la sua peculiarità nello studio delle strutture ossee e per la possibilità di valutare in maniera ottimale procedure di preparazione all’impianto, quali il rialzo del pavimento del seno mascellare e l’osteodistrazione.
Inoltre il Dentalscan è da considerare, tra gli esami diagnostici dei mascellari, quello che consente la migliore definizione anatomica e la maggiore accuratezza nello studio dei processi espansivi e infiammatori, in particolare a livello del canale mandibolare. Nella patologia infiammatoria periradicolare è la modalità diagnostica più efficace per appurare la genesi odontogena di una sinusopatia mascellare e la presenza di fistole oro-antrali. Altra indicazione significativa è lo studio delle anomalie dentarie.

L’acquisizione viene eseguita a paziente supino con l’utilizzo di un distanziatore interdentario e in condizioni di massima immobilità. Le ossa mascellari devono essere studiate separatamente, giacché presentano un’angolazione diversa rispetto al piano assiale. La durata dell’acquisizione per ogni singola arcata, eseguita con tecnica volumetrica a 64 strati, è nell’ordine dei 3-5 secondi.

I dati acquisiti sono poi elaborati. L’immagine assiale prescelta deve mostrare, nella loro interezza, i contorni della mascella o della mandibola; si può procedere alla ricostruzione di parte o di tutto il mascellare.