Andrologia: La pillola del sesso è pericolosa per i giovani

andrologo: problemi legati al viagraROMA – Fanno uso di droghe e bevono fino a stordirsi, fin dall’età di 15-16 anni. Ma alcol e stupefacenti sono nemici dell’amore, avvertono gli andrologi preoccupati dall’età precoce di esordionel mondo dello sballo e da un’altra tendenza che sta prendendo sempre più piede nelle nuove generazioni: il sesso “dopato”.

«L’abuso di sostanze ha ripercussioni sulla sessualità. A risentirne è proprio il meccanismo di erezione». Ed ecco che si fa strada una pratica parallela al “binge drinking”: «Giovanissimi che fanno uso delle ‘pillole dell’amorè per scopi ludici, per migliorare le performance sotto le lenzuola». A lanciare l’allarme è Nicola Mondaini, dirigente medico dell’ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze, a Milano in occasione della presentazione dell’appuntamento annuale di prevenzione andrologica promosso dalla Società italiana di andrologia (Sia).

Farmaci contro la disfunzione erettile per un amore “dopato”. Le pillole dell’amore vengono acquistate nella maggior parte dei casi sul web, dove viaggiano soprattutto prodotti contraffatti. «I ragazzi li mixano con le droghe e spesso usano tutti e tre i farmaci contro la disfunzione erettile presenti sul mercato. Vediamo sempre più casi del genere. Il problema, però, è che l’uso cronico di queste sostanze può determinare un danno alla fertilità», avverte Mondaini.

Cattive abitudini dall’estero. Come spesso accade, osserva Mondaini, «una tendenza in voga fra i teenager di altri Paesi sbarca anche in Italia. Negli Usa e in altri Paesi del Nord Europa questa pratica era già una realtà, ora lo è anche fra i nostri under 20». I dati raccolti nell’esperienza ultradecennale di prevenzione della Sia lo confermano. «Drammatici i numeri che abbiamo rilevato sull’abuso di sostanze – spiega Mondaini -. Il 40% dei ragazzi delle scuole superiori dichiara di fare uso di droghe, l’80% di alcol. Ma l’aspetto più allarmante è che il 20% ammette di aver praticato, almeno una volta, il binge drinking. È l’alcol dunque ad aver registrato un exploit disarmante. Tutte queste abitudini influiscono anche sul benessere e sulla funzionalità sessuale. Se a questo si aggiunge che per i giovani il canale di informazione sul sesso sono gli amici, a cui seguono i motori di ricerca che per il 40% sono affidabili tanto quanto il medico di famiglia, il quadro è completo».

Poca informazione. Nonostante i teenager di oggi facciano parte della ‘generazione web 2.0′, non sono più informati dei loro predecessori: «Andando in giro per le scuole italiane – racconta Mondaini – ci siamo resi conto del fatto che i 15-16enni di oggi ignorano informazioni basilari sui rischi legati ai rapporti sessuali non protetti. Se chiedi in una classe cos’è l’Aids o l’Hiv alzano la mano al massimo in 10».

Profilattico poco utilizzato. Quasi un ragazzo su 3 nelle prime classi superiori ha già avuto un rapporto sessuale, «ma il profilattico – aggiunge il presidente della Sia, Furio Pirozzi Farina – è utilizzato con attenzione e sempre solo dal 35,3% dei maschi, a cui si oppone il 36,9% che lo fa in maniera saltuaria ed il 27,7% che invece non lo utilizza mai. Per il 90% serve a evitare gravidanze indesiderate, solo il 6,7% sa che è un mezzo di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili».

Fonte: Il Messaggero.it

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Complimenti per l’articolo. Molto interessante. Continuate così

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